Al giorno d'oggi, le preoccupazioni che investono il mondo dell'energia riguardano soprattutto il futuro delle nostre fonti energetiche. Il modello di Hubbert è una delle tante teorie che postulano credibilmente che il petrolio si stia esaurendo, e, anzi, che il momento critico non sia molto lontano. Le conseguenze sarebbero stravolgenti per l'economia e per il nostro sviluppo, particolarmente quello industriale che andrebbe in blocco totale senza energia.
E' per questo motivo che risulta indispensabile l'investimento nella ricerca e nello sviluppo delle fonti di energia diverse dal petrolio (e dal carbone, altro combustibile fossile impiegato). Esse sono dette alternative e vanno distinte da quelle rinnovabili. Negli ultimi tempi in Italia si è fatto un gran parlare di energia nucleare: essa non è una fonte di energia rinnovabile, ma è alternativa al petrolio. La classe delle fonti alternative di energia è molto ampia e comprende: l'energia nucleare, idroelettrica, geotermica, eolica, solare, marina (legata alle onde e alle maree) e infine l'energia derivante dal biogas.
Brevemente, l'energia nucleare scaturisce dallo spezzarsi dei nuclei atomici di materia radioattiva, come uranio, plutonio e torio (fissione nucleare); la materia al termine del processo di fissione non scompare ne può essere impiegata nuovamente, per questo l'energia nucleare non è di tipo rinnovabile.
L'energia idroelettrica sfrutta fiumi e dighe costruite appositamente per creare dislivelli, in modo che la massa d'acqua cadendo faccia ruotare le pale di una turbina generando energia. Ovviamente questo tipo di energia è molto sfruttata in montagna dove i corsi e i bacini d'acqua sono molti.
L'energia geotermica sfrutta il calore terrestre che si genera per il decadimento radioattivo dei minerali presenti sul nostro pianeta (come ad esempio l'uranio).
L'energia eolica sfrutta l'energia cinetica del vento mentre quella solare l'energia che proviene dal sole.
L'energia che proviene dal moto ondoso e dalle maree è ancora in fase di sperimentazione e utilizza delle particolari turbine galleggianti.
Infine l'energia derivante dalla biomassa e biogas sfrutta la combustione di composti organici non fossilizzati.
Le possibilità di sviluppo energetico sono molte e non necessariamente inquinanti anche se, purtroppo, meno redditizie e scarsamente considerate, almeno nel nostro Paese.
Autore: zomuzco
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| Commenti |
Pollina
Il problema che qui non è stato considerato è che non solo sono meno redditizie: costano molto di... |
zomuzco
Beh non che le scorie nucleari siano più facilmente smaltibili...nessuno parla mai di dove vanno a... |
Pollina
Si parla in generale di quale sia più praticabile...E' chiaro che l'uranio sia la scelta più... |
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