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Il Comunismo all'epoca di Lenin


 
Il Comunismo all'epoca di Lenin

Il gruppo "L'emancipazione del Lavoro", fondato da Plekhanov nel 1883, dà avvio alla diffusione della teoria marxista in Russia dopo aver inferto un duro colpo al populismo e mentre il proletariato russo si accinge a portare avanti dure lotte nella forma di scioperi generali. In questo contesto sorgono numerosi gruppi di ispirazione marxista, i quali, però, si occupano principalmente della propaganda politica, rivelando uno scarso potere persuasivo nei confronti della classe operaia. Va ricordata, tra tutti, l'"Unione di lotta per l'emancipazione della classe operaia", attiva a Pietroburgo dal 1895 in poi, che affronta in concreto la questione del legame tra teoria marxista e movimento operaio e, quindi, della direzione delle lotte, facendo leva sull'agitazione di massa. Nel 1898 a Minsk si tiene il I Congresso costitutivo del Partito operaio socialdemocratico russo (POSDR). In tale circostanza ancora mancano un programma ed uno statuto unici che garantiscano coesione ai diversi gruppi e circoli marxisti russi,tuttavia è proprio in questa occasione che si avverte l'impellenza di una conciliazione tra essi. Da adesso in poi si profilano due schieramenti: quello moderato, detto degli "economisti", il cui maggior esponente è Martov, e quello rivoluzionario e marxista in senso stretto che trova in Lenin il rappresentante più autorevole. Questi due schieramenti si distinguono praticamente in tutto: le differenze si possono riassumere nel diverso modo di affrontare il problema del rapporto tra realtà oggettiva ed iniziativa soggettiva. Si giunge così al II Congresso del 1903 in cui si pone il problema di chi possa appartenere al partito: chiunque partecipi in qualche modo alle sue lotte, questa è l'idea di Martov, oppure soltanto coloro che ammettono un "minimo di organizzazione" (Lenin). La soluzione proposta è una concezione cosiddetta "movimentista" del partito, la quale implica l'annullamento della linea di confine tra il partito e la classe. Nel Congresso lo scontro si risolve a favore di Lenin, ossia dell'ala rivoluzionaria, che da allora in poi si identificano come "bolscevichi" (dal russo "maggioranza"), mentre i moderati guidati da Martov si definiscono "menscevichi" (minoranza).



Autore: 81GC56VM

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