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Prestare denaro ad un famigliare: prestito infruttifero
Il prestito fra privati non è proibito dalla legge a volte, uno di questi casi particolari è il prestito che può intercorrere tra famigliari oppure tra amici. Prestare denaro a un famigliare è una pratica che, solitamente, viene eseguita senza regolamentazioni e senza alcun tipo di contratto, ma nei casi di grosse somme che vengono restituite nel lungo periodo, è possibile mettere nero su bianco i prestiti famigliari. Per legalizzare il prestito è necessario redigere un documento, il Contratto di Prestito (per piccole somme possiamo utilizzare una qualsiasi cambiale disponibile online o nei libri giuridici), in cui indicare tutti gli estremi del prestito: i nomi dei contraenti del contratto, la somma prestata, i tempi di restituzione, gli interessi, clausole particolari, gli oneri di mora (in caso di ritardi nei pagamenti).
Il tasso di interesse generalmente non viene applicato tra i famigliari e il documento va sottoscritto e autenticato da un notaio dopo la sua redazione, solo in questo modo il documento ha valore legale. E' consigliato il passaggio di denaro in contanti ma è possibile anche la transazione attraverso bonifico bancario; in questo caso, tuttavia, è preferibile indicare almeno la causale "prestito famigliare". Tutte le transazioni registrate possono essere comunque soggette a verifica fiscale.
Nell'ambito del prestito famigliare un prestito particolare è il "Prestito Infruttifero", in cosa consiste? Se un genitore vuole fare un prestito al figlio/a per l'acquisto di una casa (senza interessi), il passaggio di denaro da un conto all'altro non è così semplice: il passaggio deve essere oggetto di una scrittura registrata (redazione di un documento autenticato e firmato davanti a un notaio) per poter giustificare la transazione (cospicua) di fronte al fisco. Il prestito infruttifero è, sostanzialmente, un mutuo intrafamigliare senza interessi.